Cronaca & Attualità
Progetti e formazione, la risposta del Friuli-Venezia Giulia al cyberbullismo
Regione, Polizia e scuole insieme contro il cyberbullismo al Safer internet day di Trieste. Grazie a progetti mirati, formazione degli agenti e sale di ascolto protetto, il Friuli-Venezia Giulia promuove la sicurezza online dei ragazzi

Il Safer internet day ha portato a Trieste un importante momento di confronto e sensibilizzazione sul tema del cyberbullismo, grazie alla collaborazione tra la Regione Friuli-Venezia Giulia, la Polizia di Stato e l’associazione #Cuoriconnessi. All’evento, svoltosi nell’aula magna della scuola Morpurgo davanti a un centinaio di studenti, ha partecipato l’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, sottolineando l’importanza di un impegno costante e sinergico delle istituzioni.
Un fenomeno di grande attualità
Il cyberbullismo rappresenta una delle sfide più delicate per la società moderna. Come evidenziato da Roberti, se non affrontato con adeguati strumenti di prevenzione e controllo, questo fenomeno può avere conseguenze molto gravi per le vittime. La Regione Friuli-Venezia Giulia destina regolarmente risorse specifiche a progetti di contrasto, poiché i pericoli legati all’uso improprio di internet e dei social network sono in continua crescita.
Progetti di prevenzione sul territorio
Attualmente, la Regione sostiene 17 progetti di prevenzione del cyberbullismo, realizzati da numerosi Comuni, dai grandi centri come Trieste e Udine a quelli di medie dimensioni, come Monfalcone e Spilimbergo, fino a realtà minori come Corno di Rosazzo o Tricesimo. Tali iniziative vedono un ruolo chiave della Polizia locale, impegnata nel sensibilizzare i giovani sui rischi legati alla rete e nel fornire strumenti per riconoscere comportamenti a rischio.

L’assessore Pierpaolo Roberti, il questore Pietro Ostuni e la dirigente scolastica Raffella Cervetti al Safer Internet Day
L’importanza della formazione
Secondo l’assessore Roberti, è cruciale puntare sulla formazione del personale di Polizia locale, che quotidianamente vive a stretto contatto con le comunità e può cogliere segnali di disagio. In questa direzione vanno i due corsi di formazione, già avviati, che hanno coinvolto 56 tra ufficiali e agenti, fornendo competenze specifiche per prevenire e contrastare non solo il cyberbullismo ma anche le cosiddette baby gang.
Sale di ascolto protetto
Tra le misure messe in campo dalla Regione spicca anche la creazione di sale di ascolto protetto per minori e persone vulnerabili vittime di violenza. Presenti nei comandi di Polizia locale di Trieste, Muggia e nella Comunità della Carnia, questi ambienti garantiscono uno spazio sicuro dove poter denunciare abusi e soprusi, supportati da personale formato e sotto la supervisione di psicologi.
Testimonianze e interventi al Safer internet day
All’evento triestino, organizzato dall’associazione #Cuoriconnessi insieme alla Polizia di Stato, ha partecipato anche la campionessa di nuoto Stefania Pirozzi, che con la sua testimonianza ha contribuito ad aumentare la consapevolezza degli studenti sulle conseguenze reali del cyberbullismo. Presenti, inoltre, il questore di Trieste Pietro Ostuni e la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Ai Campi Elisi”, Raffaella Cervetti.
Una sfida collettiva
L’impegno congiunto di istituzioni, forze dell’ordine, scuole e associazioni testimonia quanto il contrasto al cyberbullismo richieda azioni condivise e continuative. Rafforzare la cultura digitale, formare gli operatori e sostenere i giovani con attività di prevenzione e ascolto sono le leve fondamentali per arginare un fenomeno in costante evoluzione.
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