Udine
Università di Udine e Tribunale insieme per il recupero sociale
Un accordo tra l’Università di Udine e il Tribunale permette a imputati con pene lievi di svolgere lavori di pubblica utilità

L’Università di Udine e il Tribunale di Udine hanno rinnovato la loro collaborazione per offrire un’opportunità di recupero sociale agli imputati di reati puniti con pene lievi o sospese. Grazie a una specifica convenzione, l’Ateneo potrà impiegare fino a tre persone che abbiano ottenuto l’accesso alla messa alla prova, un istituto giuridico che consente di evitare la condanna attraverso lo svolgimento di lavori di pubblica utilità.
Cos’è la messa alla prova
La messa alla prova è un’alternativa alla condanna che permette agli imputati di dimostrare il proprio impegno sociale e civico. Il lavoro di pubblica utilità, infatti, è non retribuito e può durare da due mesi e mezzo fino a un anno. Questa misura è prevista dall’articolo 168 bis del Codice penale, che consente al giudice di sospendere il procedimento in corso e autorizzare l’imputato a svolgere un’attività lavorativa a favore della collettività.
La convenzione tra il Tribunale e l’Università di Udine ha una durata di tre anni ed è stata sottoscritta dal rettore Roberto Pinton e dal presidente del Tribunale Paolo Corder.
Le mansioni previste per i beneficiari
Grazie a questa convenzione, gli imputati ammessi alla messa alla prova potranno essere impiegati in diverse attività di supporto presso l’Università di Udine. In particolare, potranno svolgere mansioni nei seguenti ambiti:
- Attività amministrative e di portierato
- Assistenza informatica
- Custodia delle biblioteche e delle aree interne
- Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e archivistico
- Piccola manutenzione
- Cura del verde e pulizia delle aree esterne
I partecipanti al programma riceveranno una formazione adeguata prima di iniziare le loro attività. Le mansioni saranno assegnate in base alle competenze e attitudini lavorative degli imputati, garantendo così un’esperienza utile sia per l’ente ospitante che per il reinserimento sociale degli individui coinvolti.
Dove si svolgeranno i lavori
Le attività di pubblica utilità potranno essere svolte nelle sedi dell’Università di Udine, ma anche nei poli distaccati di Gorizia e Pordenone. Questo permetterà una distribuzione più equa delle opportunità, tenendo conto delle esigenze logistiche dei partecipanti.
La normativa prevede che la messa alla prova possa avvenire presso enti pubblici e privati come Comuni, Regioni, aziende sanitarie, università e associazioni di volontariato. In questo modo, l’istituto diventa uno strumento efficace di reinserimento sociale, evitando il sovraffollamento carcerario e offrendo una chance concreta a chi vuole riscattarsi.
Un modello di giustizia riparativa
L’accordo tra l’Università e il Tribunale di Udine rappresenta un esempio virtuoso di giustizia riparativa, in cui la sanzione si trasforma in un’occasione di crescita e responsabilizzazione. Questa iniziativa dimostra come il sistema giudiziario possa contribuire a un percorso di recupero per chi ha commesso reati di lieve entità, favorendo al tempo stesso il bene comune.
L’esperienza friulana si inserisce in un panorama più ampio di sperimentazioni simili in altre città italiane, confermando il valore della collaborazione tra istituzioni per un sistema di giustizia più equo e inclusivo.
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