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Recupero terre rare: Martina Sanadar vince borsa UE a Udine

Un progetto innovativo nato a Udine punta sul riciclo sostenibile dei rifiuti elettronici grazie alla tecnologia ionogel

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Università di Udine - Rettore Università di Udine
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Innovazione e sostenibilità ambientale sono le parole chiave del progetto guidato da Martina Sanadar, dottoressa di ricerca dell’Università di Udine, che grazie alla vittoria della prestigiosa borsa di ricerca biennale “Marie Skłodowska-Curie”, finanziata dall’Unione Europea, punta al recupero sostenibile delle terre rare dai rifiuti elettronici. Con un finanziamento di 242mila euro, la giovane ricercatrice svilupperà una tecnologia basata su materiali innovativi chiamati ionogel, rivoluzionando così il settore del riciclo.

Ionogel: una tecnologia che promette una svolta

Al centro del progetto di Sanadar c’è un materiale innovativo chiamato ionogel, che unisce le proprietà uniche dei liquidi ionici – alta selettività verso i metalli, stabilità termica e bassa volatilità – ai vantaggi dei materiali solidi facilmente rigenerabili e riutilizzabili. Grazie a questo materiale, il recupero delle terre rare potrà avvenire in modo più efficiente e selettivo, riducendo notevolmente l’impatto ambientale legato allo smaltimento dei rifiuti elettronici.

Un progetto diviso tra Svizzera e Friuli

La borsa di ricerca, che rientra nella categoria “Global fellowship”, prevede per Martina Sanadar un anno di attività presso il prestigioso Laboratorio federale svizzero per la scienza e la tecnologia dei materiali (Empa) e un secondo anno all’Università di Udine, sotto la supervisione del professor Andrea Melchior. Una collaborazione internazionale che arricchirà ulteriormente il valore scientifico del progetto, posizionando Udine come punto di riferimento nella ricerca sulle terre rare.

Le terre rare: strategiche per l’economia circolare

Le terre rare – come europio, lantanio e cerio – sono elementi chiave per l’industria tecnologica e strategica. Vengono utilizzate nella produzione di batterie, pannelli solari e dispositivi elettronici avanzati. Recuperarle dai rifiuti elettronici significa ridurre la dipendenza europea dalle importazioni, limitare l’accumulo di rifiuti tossici nelle discariche e accelerare la transizione verso un’economia circolare, riducendo significativamente l’impatto ambientale.

Un traguardo prestigioso per l’Università di Udine

La vittoria di Martina Sanadar è un riconoscimento importante per l’Università di Udine, che conferma così il proprio ruolo come centro d’eccellenza nella ricerca scientifica internazionale. L’ateneo friulano, infatti, investe costantemente nel sostegno alla partecipazione dei propri ricercatori in bandi europei altamente competitivi, valorizzando il talento e promuovendo innovazione e sostenibilità.

Il valore sociale e ambientale della ricerca

Attraverso questo progetto, Martina Sanadar mira non solo a migliorare le tecnologie di recupero delle terre rare, ma anche a sensibilizzare il pubblico e l’industria sull’importanza di un approccio sostenibile alla gestione dei rifiuti elettronici. Il risultato finale potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione, contribuendo alla protezione dell’ambiente e garantendo nuove opportunità economiche e occupazionali legate all’economia verde.

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