Cronaca & Attualità
Terrore in via Concordia: minacce razziste e violenza tra vicini
Tensione esplosiva in un condominio di via Concordia a Trieste: minacce razziste, violenze psicologiche e un clima di terrore quotidiano

TRIESTE – Un’escalation di odio, minacce e tensioni culminata in una violenta lite: è quanto accade da tempo in un condominio di via Concordia 5, dove una famiglia si trova a vivere accanto a un cinquantenne triestino noto per i suoi atteggiamenti aggressivi e apertamente razzisti. L’episodio più recente, avvenuto nella tarda mattinata del 26 marzo, rappresenta solo l’ultimo capitolo di un clima insostenibile che si trascina da mesi.
“Sei morto”: parole scritte con il sangue
L’apice dell’orrore è stato raggiunto con un messaggio inquietante: “E guerra sia, sei morto”, scritto con inchiostro rosso su un foglio A4 e poi macchiato di sangue durante la colluttazione. Le minacce, rivolte a un vicino di origine straniera, erano accompagnate da insulti in italiano e inglese, con riferimenti all’Islam, all’Iran e a gruppi come Hezbollah. Frasi agghiaccianti come “Voglio bere il tuo sangue” o “Ti mangerò il cuore” non lasciano spazio a dubbi sulla gravità della situazione.
Una famiglia sotto attacco: “È violenza psicologica”
A farne le spese non è solo l’uomo direttamente coinvolto, ma l’intera famiglia, compresa la compagna, che da tempo subisce violenza psicologica. Secondo quanto raccontato dai vicini, l’aggressore non si limita alle minacce verbali: i suoi cani, lasciati spesso liberi di vagare per le strade del rione San Giacomo, sono fonte di ulteriore disagio. Numerose le segnalazioni alla guardia cinofila, intervenuta più volte per recuperare gli animali.
Cartelli razzisti e minacce anche ai giornalisti
A rendere ancora più inquietante il quadro, un cartello appeso nel condominio con scritto: “Attenti al cane, specie i musulmani”. Un messaggio che, se confermato, rappresenta un gesto discriminatorio gravissimo. Anche i giornalisti non sono stati risparmiati: durante l’intervento dei soccorsi, il cinquantenne avrebbe minacciato il fotografo Giovanni Aiello con la frase “Te la spacco quella macchina fotografica”, prima di salire sull’ambulanza del 118.
Il quartiere esasperato: “Non ne possiamo più”
L’intervento dei carabinieri delle stazioni di Scorcola e San Dorligo ha riportato temporaneamente la calma, ma il quartiere resta scosso. I residenti si dicono stanchi ed esasperati: “Viviamo nella paura, è una situazione insostenibile”, raccontano. La vicenda è destinata ad avere strascichi giudiziari, e molti chiedono un intervento deciso delle autorità. “Questa volta – sottolinea una testimone – la persona straniera non ha fatto nulla. Basta con la narrativa che li colpevolizza sempre”.
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