Salute
Trieste, 63enne muore dopo 21 minuti di attesa: polemiche sui soccorsi
Errore nella geolocalizzazione dei soccorsi: ambulanza indirizzata all’indirizzo sbagliato, la vittima muore in attesa dell’automedica

Un uomo di 63 anni è morto lo scorso 29 ottobre nella sua abitazione in via Carlo Lona a Trieste dopo essere stato colpito da un arresto cardiaco. Il dramma si è consumato nell’arco di pochi, cruciali minuti: l’ambulanza è giunta sul posto con un ritardo determinante, a causa di un errore nella geolocalizzazione. La centrale Sores ha infatti indirizzato i soccorsi in via Carlo Hollan, invece che nella corretta via Carlo Lona.
Ambulanza al civico sbagliato, poi il dietrofront
Secondo la ricostruzione dell’ex direttore del sistema 118 di Trieste, Walter Zalukar, la chiamata al NUE 112 di Palmanova è stata effettuata alle 7.32 dalla sorella della vittima. La donna, in evidente stato di panico, ha comunicato l’indirizzo corretto e spiegato che stava già effettuando il massaggio cardiaco al fratello. Tuttavia, quando la chiamata è stata trasferita alla centrale Sores, l’indirizzo è stato trascritto erroneamente: invece di via Lona, è stata inviata l’ambulanza in via Hollan.
L’errore è stato corretto solo alle 7.37, quando l’ambulanza era già in movimento verso l’indirizzo sbagliato. Il mezzo ha quindi invertito la rotta ed è arrivato sul posto alle 7.42, dieci minuti dopo l’allarme. Nel frattempo, ogni secondo era vitale.
L’automedica in ritardo: chiamata dopo 14 minuti
A rendere la vicenda ancora più drammatica è il ritardo dell’automedica, fondamentale in caso di arresto cardiaco. Zalukar ha denunciato che il mezzo specializzato è stato chiamato solo alle 7.46, ovvero 14 minuti dopo la chiamata d’emergenza, ed è arrivato in via Lona alle 7.53, ben 21 minuti dopo l’allarme.
Nonostante i prolungati tentativi di rianimazione da parte del personale dell’ambulanza e successivamente dell’automedica, non si è mai registrata una ripresa dell’attività vitale e i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
Honsell interroga la Regione, Zalukar denuncia le falle del sistema
A sollevare la questione in sede istituzionale è stato il consigliere regionale di Open Furio Honsell, che ha depositato un’interrogazione rivolta all’assessore alla salute Riccardo Riccardi per chiarire le cause dei ritardi e le responsabilità.
Zalukar, con un passato alla guida del 118, ha espresso forti critiche verso l’attuale organizzazione del sistema di emergenza. Secondo lui, si continua a fare affidamento su sistemi di geolocalizzazione che dovrebbero “indicare infallibilmente il luogo dell’intervento”, ma che in questo caso hanno fallito clamorosamente.
“Ogni minuto conta” nell’arresto cardiaco
L’ex direttore del 118 ha sottolineato che nel caso di arresto cardiaco, le probabilità di sopravvivenza calano del 10% per ogni minuto che passa senza intervento. “Via Carlo Lona dista solo 1,7 km dall’ospedale di Cattinara, raggiungibile in pochissimi minuti con sirene spiegate”, ha osservato Zalukar, lasciando intendere che un soccorso tempestivo avrebbe potuto salvare la vita all’uomo.
La tragedia ha riacceso il dibattito sull’efficienza dei servizi d’emergenza e sulla necessità di disporre in centrale di operatori con conoscenza diretta del territorio, anziché fare affidamento esclusivo sulle tecnologie.
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