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Mobbing a Trieste, richieste di aiuto in forte aumento nel 2024

Trieste contro il mobbing: professionisti qualificati a disposizione dei lavoratori per consulenze gratuite

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Donna vittima di mobbing - Mobbing Trieste
Donna vittima di mobbing ( © Depositphotos)

Nel corso del 2024, lo sportello antimobbing di Trieste ha visto aumentare sensibilmente le richieste di supporto: ben 81 casi, quasi il triplo rispetto al 2023, anno in cui il punto di ascolto ha aperto in via Capitelli. Questi dati, presentati ufficialmente nella sala Giunta del Comune di Trieste, testimoniano l’importanza crescente di servizi mirati contro le vessazioni lavorative.

Che cos’è il mobbing e come si manifesta

Il mobbing consiste in comportamenti vessatori o discriminatori messi in atto da colleghi o superiori, talvolta sfociando in vere e proprie violazioni penali come minacce e molestie sessuali. Le conseguenze possono essere devastanti per la salute psicofisica della vittima. Spesso il mobbing è subdolo: critiche eccessive, negazione di permessi, uso improprio di contestazioni disciplinari o commenti indesiderati sull’aspetto fisico, questi ultimi prevalentemente rivolti alle donne.

Chi si rivolge allo sportello antimobbing?

Secondo i dati raccolti, il 58% degli utenti è composto da donne, mentre il 42% è rappresentato da uomini. Le problematiche lavorative emergono soprattutto intorno ai 30 anni, periodo spesso coincidente con la maternità, e persistono o si intensificano tra i 41 e 50 anni, quando aumentano esigenze come maternità, congedi o riduzioni d’orario. Prevalentemente, sono coinvolti lavoratori laureati o diplomati, spesso con contratti a tempo indeterminato (78%), provenienti maggiormente dal settore privato (54%).

Tipologie di vessazioni più frequenti

Le vessazioni più comuni riguardano umiliazioni e critiche personali (25%), impedimento ed esclusione, eccesso di controllo (9% ciascuno) e marginalizzazione (8%). Rispetto alle condizioni lavorative, le problematiche maggiori riguardano la violazione dei diritti fondamentali (25%) e l’organizzazione problematica (16%). I soggetti vessanti sono prevalentemente uomini (52%), mentre le donne costituiscono il 28% dei casi.

Il ruolo e l’importanza del progetto antimobbing

Lo sportello antimobbing triestino, gestito da Anolf Regionale e finanziato interamente dalla Regione Fvg, offre consulenze gratuite e riservatezza totale grazie a un team di professionisti qualificati: un’operatrice esperta in accoglienza, un avvocato giuslavorista, una psicologa psicoterapeuta e un medico legale del lavoro. L’aumento delle richieste è sintomatico di un bisogno diffuso, anche perché il servizio, presente in Friuli-Venezia Giulia dal 2005, ha avviato l’attività triestina soltanto nell’aprile 2023, risultando dunque ancora relativamente giovane e poco noto rispetto a quelli di Pordenone e Udine.

Come sottolineato dalla psicologa Nadia Sollazzo, i dati emersi dimostrano l’importanza cruciale di uno spazio in grado di promuovere un ambiente lavorativo sano e inclusivo, contrastando efficacemente discriminazioni e abusi.

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