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Acciaierie di Buja, operaio grave: proclamato sciopero

Operaio gravemente ustionato da una barra d’acciaio a 800 gradi: scatta lo sciopero alle Acciaierie Venete di Buja

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Incidente sul lavoro
Incidente sul lavoro (© Depositphotos)

È un 30enne residente a Majano l’operaio gravemente ferito nella serata di mercoledì 2 aprile nello stabilimento delle Acciaierie Venete di Buja. L’uomo, che ricopriva il ruolo di capoturno, è stato investito da una barra d’acciaio incandescente fuoriuscita dalla fonderia, con una temperatura stimata di circa 800 gradi Celsius.

Il colpo ha interessato l’addome dell’operaio, provocando ustioni gravissime. Immediato l’intervento del personale medico, che ha prestato i primi soccorsi sul posto, per poi trasferire l’uomo in codice rosso all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Data la complessità delle lesioni, è stato poi disposto il trasferimento presso il Centro grandi ustionati di Padova.

Sindacati sul piede di guerra: proclamato sciopero immediato

A seguito dell’incidente, i sindacati hanno indetto uno sciopero di 8 ore per turno, coinvolgendo tutto il personale dell’azienda. Nella mattinata di giovedì, una ventina di lavoratori ha presidiato i cancelli dello stabilimento, dando vita a un picchetto di protesta.

Fabio Beuzer, segretario provinciale della Fiom Cgil, ha dichiarato: “Da tempo chiediamo maggiori tutele per la sicurezza, ma le nostre richieste sono sempre cadute nel vuoto. Questi sono i risultati: tre infortuni nel giro di dieci giorni.”

Una situazione che si ripete: tre incidenti in pochi giorni

L’infortunio di mercoledì è solo l’ultimo di una serie preoccupante di incidenti sul lavoro nello stesso stabilimento. Secondo quanto riferito dai rappresentanti sindacali, altri due operai sono rimasti feriti nei giorni precedenti, seppur in modo meno grave. Uno di loro avrebbe perso una falange, confermando l’assenza di misure di sicurezza adeguate.

Beuzer sottolinea: “Non si può affidare la sicurezza dei lavoratori alla fortuna. È necessario essere consapevoli dei pericoli e mettere in atto azioni concrete. Continueremo a farci sentire finché non riceveremo risposte serie dall’azienda.”

Indagini in corso sull’accaduto

Sul posto dell’incidente sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco e i Carabinieri, che hanno avviato le prime indagini per chiarire la dinamica dell’accaduto. Al momento, non è ancora stato chiarito se si sia trattato di un malfunzionamento dell’impianto o di un errore umano. Tuttavia, resta la gravità di una situazione che solleva interrogativi urgenti sulla gestione della sicurezza negli ambienti industriali.

La voce dei lavoratori: “Vogliamo tutele concrete”

L’episodio ha scosso l’intera comunità lavorativa dello stabilimento e ha riportato l’attenzione su un tema spesso trascurato: la sicurezza. I lavoratori chiedono che venga finalmente ascoltata la loro voce e che si passi dalle promesse ai fatti, per evitare che episodi come quello di mercoledì si ripetano.

La ferita che ha colpito il giovane operaio è il simbolo di una falla più ampia nel sistema: quella della prevenzione e della protezione sui luoghi di lavoro, che dovrebbe essere priorità assoluta in ogni azienda.

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